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l'angolo di gielle - Ida Magli, La Madonna

 

Ida Magli, La Madonna, Rizzoli, 1987

Sono passati poco più di vent’anni dall’uscita di questo saggio della più importante antropologa culturale italiana e le sue pagine conservano immutato sia il loro valore di studio sia l’interesse che suscitano anche nel lettore non specialista.

Magli, in circa 170 pagine, presenta un corposo studio sulla figura della Madonna; uno studio antropologico, ovviamente, in cui qualsiasi considerazione di ordine teologico o di fede rimane – non potrebbe essere altrimenti – fuori dalla porta.

Sia detto subito: in alcune ipotesi della Magli si respira un’aria ormai troppo viziata, una sorta di femminismo un po’ troppo invecchiato che rende l’intero impianto del saggio assai meno interessante di quanto invece non lo sia in realtà. Al di là di questo, però, le tematiche presentate da Ida Magli destano interesse e curiosità intellettuale fin dalle prime pagine.

L’opera è divisa in otto capitoli, brevi ma corposi. La tesi di fondo che attraversa tutto il volume è quella che il Dio degli ebrei è un Dio maschio e che l’unico rapporto sessuale riconosciuto come autentico nella cultura ebraica è quello dell’uomo con l’uomo. Israele, gli ebrei, si considerano la sposa di Dio ed ecco perché Dio è maschio. Afferma la Magli che “scopo di Gesù era il concludere la cultura ebraica […] è stato proprio questo tentativo a non essere compreso e attuato”.

A questa prima tesi di fondo se ne affianca un’altra: nel cristianesimo si assiste a due forme di trasposizione di concetti ebraici, dal concreto al simbolico e dal simbolico al concreto. Ad esempio, il sacrificio della vittima è assunto a livello simbolico con la Messa, visto che a livello esso è già avvenuto con l’uccisione di Gesù; i concreti atti di purificazione posti in essere dagli ebrei con l’acqua vengono riassunti simbolicamente con il Battesimo. Dal punto di vista sessuale tutto ciò avviene in misura macroscopica: l’offerta del prepuzio, tipica degli ebrei, viene trasposta nel cristianesimo con la rinuncia totale al sesso, la castità.

Nelle pagine seguenti Magli presenta la vita di Maria di Nazaret e come lo stesso Gesù si presenti come dirompente anche nei rapporti familiari e nei rapporti con le donne, in primis sua madre Maria. È comunque il capitolo quarto a rappresentare il nocciolo del testo, laddove si parla della costruzione culturale della Madonna. Con questo, infatti, si cancella la Maria di Nazaret come presentata dai Vangeli e si costruisce una nuova figura, mitizzata, la Maria madre di Dio. Un’immagine alla quale si ricollega quella del corpo perfetto, del corpo virginale, del parto senza doglie e senza puerperio, dell’immacolata concezione e dell’assunzione in cielo. Maria di Nazaret, allora, diviene un’immagine e non più una donna; un’immagine che risponde, afferma Magli, a canoni squisitamente maschili. E a rafforzare questa sua tesi l’antropologa porta le opinioni di santi e teologi che hanno identificato la Madonna come la donna ideale.

Gli ultimi due capitoli sono dedicati rispettivamente alle apparizioni della Madonna e alle sue rappresentazioni artistiche. Anche queste pagine scendono in profondità e obbligano il lettore ad una serie di riflessioni dal peso specifico assai rilevante.

Comunque la si pensi, questo libro merita di esser letto: guai quando la fede ottenebra la ragione e viceversa.

7 marzo 2008

Pubblicato il 11/3/2008 alle 14.8 nella rubrica l'angolo di Gielle.

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