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kacciukkino

  

23 gennaio 2004
hic....blauburgunder

 




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23 gennaio 2004
hic...brunello

 

SCHEDA TECNICA

Il produttore di questo Brunello, Giacomo Neri, è un personaggio che punta alla ricerca sempre più attenta e migliorativa di una qualità adeguata al prestigio dei suoi vini. E se in aggiunta a questo, si considera che il Consorzio del Brunello di Montalcino ritiene il millesimo 1997 il migliore del Novecento, questo vino non è solo da assaggiare, ma anche da conservare.

Tipologia: Brunello di Montalcino D.O.C.G.

Area di produzione: Toscana

Vitigni: 100% Sangiovese, a Montalcino denominato "Brunello"

Epoca di vendemmia: 21, 22 e 23 settembre

Fermentazione e macerazione: 21 giorni

Epoca di imbottigliamento: 7 maggio 2001

Colore: Rosso rubino tendente al granato

Profumo: Maturo, ampio, intenso e persistente con sentori di terra, cuoio e tabacco

Sapore: Potente, vigoroso, sapido, elegante e persistente

Alcool totale: 13,60%

Da servire: Ad una temperatura di 18°-20°C

Gastronomia: Perfetto con selvaggina, carni rosse e formaggi stagionati

 




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17 novembre 2003
IL MISTERO DEL CACCIUCCO

IL MISTERO DEL CACCIUCCO

Gli storici della cucina dicono che il cacciucco non sia soltanto il frutto di un miscuglio di ingredienti diversi, ma anche di molte ricette diverse. La sintesi dei tanti modi importati da tutto il mondo, come fatalmente accadde nei porti di mare, di preparare un piatto che, in fondo, è universale: la zuppa di pesce. Una tesi cui vengono effettivamente in soccorso argomenti importanti. Il primo è fornito dal Devoto-Oli, che fa risalire l’origine della parola cacciucco al turco kuzuk, che significa piccolo e quindi, traslatamente, minutaglia: donde il significato di cacciucco come minestra di minutaglie (di pesce, sottinteso). Gli fa sponda l’opinione di un altro che, quanto a cucina livornese, se ne intende: Aldo Santini. Il quale sostiene che il piatto trova le sue radici a bordo delle galere cinquecentesche, ove si preparava per sfamare i vogatori alla catena; e rievoca addirittura, in questa palingenesi, tradizioni marinare più antiche, compresa quella fenicia. Comunque stiano le cose, una è però certa. Rispetto agli usi antichi, negli ultimi lustri anche il modo di preparare il cacciucco è cambiato: gli ingredienti sono meno vari di una volta e più improntati alla qualità. meno pesci ma più buoni. Meno lische, insomma. E in fondo è meglio così.




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17 novembre 2003
manuelina

 

 

 

 

MENU SUGGERITI
Nuova ricetta
Ciambella alle mele

Pasta
Pansotti con salsa di noci
Ravioli "Primo Sole"
Altri primi e minestre
Flan di boraggine
Focaccia col formaggio
Pesce(ANZI PESCIONE)!!!
Cappon magro
Filetti di branzino al Rossese di Dolceacqua
Dessert
Biancomangiare

Il contrario di cent'anni di solitudine accompagna Manuelina, ristorante ultra centenario, ma sempre giovane, verso la sfida al gusto, con antichi sapori e vecchie esperienze, nel segno di una tradizione che si ritrova con la realtà di questi anni, con i cambiamenti del nostro Paese che anche sulla tavola, sono stati tanti.
La Manuelina ha sempre seguito il solco degli antichi sapori liguri, cominciando dal piatto di casa, la focaccia col formaggio, che attirava giù dall'Aurelia le Isotta Fraschini dei Signori, che uscivano da teatro o tutti quelli che lasciavano Genova per un'avventura in Riviera. Ma, col tempo, la trattoria è diventata ristorante ed ha accolto nuove proposte, ma anche nuovi amici disposti a seguirla sulla strada che portava Recco a diventare capitale della cucina ligure. La Manuelina ha sempre rappresentato un laboratorio importante per la crescita della gastronomia recchese e c'è il rispetto per le antiche ricette della cucina ligure, ma anche il tentativo di adeguarle al mutamento della società e del gusto.
Tutto con l'immutato sapore dell'ospitalità che oggi si può verificare nell'accogliente "La Villa", albergo a 4 stelle e nell'organizzazione messa a punto allo scopo di portare professionalità, gusto e calore a domicilio in occasione di ricorrenze importanti. Un filo ideale lega il presente al futuro, ma sempre con il sapore che si incontra su una tavola imbandita dove non esiste la solitudine.

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14 novembre 2003
wine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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29 ottobre 2003

Il Cacciucco alla Livornese

LA RICETTA


Ingredienti per 6 persone:
- 500 g di seppie nostrali
- 500 g di polipi di scoglio
- 300 g di palombo fresco
- 500 g di pesce da zuppa
(gallinelle, cappone, scorfano)
- 500 g di frutti di mare misti
(datteri e vongole)
- 500 g di gamberoni gamberi scampi cicale
- Vino bianco
- Un cucchiaio di concentrato di pomodoro
- Olio, aglio, salvia, peperonicno

- 12 fette di pane posato, arrostito, pepato e agliato

PREPARAZIONE


Mettere al fuoco una casseruola con fondo d’olio d’oliva, aglio e salvia, peperoncino. Soffriggere. quindi mettere polipi e seppie tagliati a troccoli, bagnare con vino bianco, aggiungendo il concentrato di pomodoro e cuocere per 20 minuti, rimestando. Mano a mano rovesciarci i pezzi da zuppa e il palombo tagliati.
Le teste dei pesci andrebbero cotto in brodo con gli odori e passate.
Il ricavo, abbastanza denso, e versato nella casseruola, aggiungerebbe sostanza e sapore al cacciucco.
Seguire la cottura a fuoco lento. Quando il polpo e le seppie sono tenere aggiungere i crostacei e i frutti di mare con i loro gusci.

Andare avanti per altri 6-7 minuti affinché datteri e vongole si aprano.Il pane agliato e abbrustolito va posto sul fondo delle terrine. Con un grosso ramaiolo attingere pesce e sugo dalla casseruola in parti eque. In abbinamento vino rosso, meglio se giovane.


 



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