.

kacciukkino

  

28 ottobre 2007
trasloco di un bar
fino a pochissimi mesi fa chi, trovandosi nell caotica microcittadinamacrotrafficata di lastra a signa avesse voluto approdare ad una piccola hoasy di riposante tranquillità ad alto tasso glucocaffeinico, finanche etilico, aveva a diposizione il bar pasticceria catania.
Situato in una tranquilla stradina, vicino al villino dei carabinieri, a due passi dalla silenziosa piazzetta del comune e dall'archino del molestatore ( nonchè ad un solo passo dal locale santuario della fiorentina, la roboante trattoria sanesi) ecco che il bar si presentava con i suoi toni verdi affacciati su un quieto spazio privato. Per molti messi all'anno su questo spazio si poteva sedere all'ombra di ombrelloni e di un grosso alberone, per  consumare colazioni, pranzi  o aperitivi.
All'interno, uno spazio mosso, affollato ma non pesante , con  scaffali da vini in esposizione (buoni ma più cari del prezzo da enoteca) cioccolate in tutte le possibili confezioni e varianti stagionali, mobili dal caldo tono di legno, illuminazione soffusa, tavolini irregolarmente distribuiti con la possibilità di piccoli spazi dove sorseggiare in privato caffè, leggere il giornale, farsi insomma i cazzi propri.

Sul retro una chiostra rendeva disponibile ulteriore spazio per pranzare all'aperto.
Ovviamente il bar pasticceria non era esente da difetti ( chi non lo è?) , quali aperitivi un po' troppo cari a fronte di un buffet non proprio ricco e  buona percentuale di faccine a culo tra i numerosi addetti. Ma per il resto eravamo a posto.
E adesso?


Il locale si è trasferito

dove?

in uno degli stretti passaggi trafficati sulla vicina (ma quanto sembrava distante) strada statale, là dove il traffico non ha mai tregua ed il tasso di inquinamento compete con quello di mexico city.

qualche stronzo borioso locale prova a parcheggiare il suo suv a 3 micron dalla vetrina, gli altri umani disperati lasciano la macchina poco vicino, sotto quella ginocchiata nelle palle architettonica rappresentata dal viadotto blu della nuova variante ferroviaria. SI entra nel locale ovviamente in debito di ossigeno ed in piena crisi da intossicazione da anidride solforosa. Scossi dalle spalle 2 kg di polveri sottili ci si guarda intorno: un mattatoio. Siamo dentro un cubo bianco, affollato di domenica mattina, senza alcuna intimità nè esterna-per la suddetta collocazione - nè tantomeno interna. Lo spazio è grande ma uniformemente distribuito, con televisori lcd appesi in alto, sulla sinistra un lungo banco con sgabelloni , su cui appollaiarsi  per contemplare il muro del  pianto  rappresentato dalla parete bianca.
A destra l'enorme ed appetitosissimo banco pasticceria, le paste sono sempre buonissime. AL centro, il bancone caffè. Dietro di esso il personale ( la % di faccine a culo è + o meno invariata) con nuove camicine ovviamente bianche, cappellini sempre bianchi, il logo della pasticceria in bella mostra.

ah..

catany...

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bar catania catany

permalink | inviato da kacciukkino il 28/10/2007 alle 12:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 luglio 2007
aperitivi birrerie librerie
in questi giorni ricorrono alla memoria alcuni locali


maes delle fiandre (nome curioso, per un locale che è "..di calda ambientazione franco-belga. All'interno potrete passare le vostre serate assaporando eccezionali birre nordiche, belghe e inglesi, e gustosi piatti caratteristici.) questo maes è dotato di comodo parcheggio

la fornace di sammontana ( già scritto un post sul ristorante, per gli aperitivi devo sempre provare)


libreria edison
"Nel 1996 apre in Piazza della Repubblica, a Firenze, la Libreria Edison. Si propone immediatamente come un luogo completamente nuovo nella sua concezione, raccogliendo da subito un grande successo.

La Libreria Edison è infatti una libreria dalla vocazione europea, completamente diversa dalla libreria tradizionale, a iniziare dalle sue grandi dimensioni.

Articolata su quattro piani, con un totale di 65.000 titoli disponibili ed altri facilmente e rapidamente ordinabili, è uno spazio aperto, una sorta di piazza della cultura proposta in modo semplice, accogliente, immediato anche per chi non è abituato a frequentare le librerie.

Un orario lungo, dalle 9.00 alle 24.00 di notte, tutti i giorni, domeniche comprese, per essere anche un luogo di incontro, di appuntamento, nel quale guardare in tranquillità i libri, toccarli, sfogliarli, cercarli e scoprirli.

 

Un luogo dove comunicare (!!)
La libreria ospita una

caffetteria piacevole

, dove potersi sedere per bere qualcosa e continuare a leggere, postazioni internet, schermi che trasmettono le televisioni del mondo e ancora, la rivista della libreria, Edison Square, che da cinque anni propone un modo di leggere diverso, stimolante e interessante. Un progetto complesso, un luogo dove la cultura istituzionale incontra e si confronta con quella non istituzionale, per dare vita a nuove forme comunicative e sperimentare nuovi linguaggi.

Per questo, in pochi anni, la Libreria Edison è riuscita a diventare uno dei luoghi più amati dai fiorentini e dai turisti, con oltre due milioni di persone che la frequentano ogni anno, più della Galleria degli Uffizi. Ma “la Edison” è soprattutto diventata proprio un luogo simbolico del panorama della città, un posto dove ci si dà appuntamento, dove si va a mangiare, a bere qualcosa, a chiacchierare, a incontrare le persone e i libri. Merito della qualità della proposta culturale, senza dubbio, ma merito anche di un modo di proporsi di chi ci lavora che non è mai supponente o intellettuale, ma invece semplice, aperto, disponibile.




il PINONE - carmignano
( c'è un locale che si chiama dr. Jekill, ma non l ho visto)


Danae's B&B Middleport
famoso per il piatto della casa, farro e pere, esitvo.





permalink | inviato da kacciukkino il 31/7/2007 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 luglio 2007
DIARI
recensioni del sabato sera

    ristorante il Sassoscritto - località il Sassocritto ( perlappunto) - Aurelia a sud di Livorno


partiamo da alcune condizioni al contorno


Trovare un ristorante decente non è mai facile,

Trovare posto in un ristorante, specie a Livorno, soprattutto se di sabato sera e sul mare, è difficilino




Una voce che sembra provenire dall'oltretomba ( ma che probabilmente parla tramite un vivavoce scadente) verso le 18.30 di sabato mi conferma che al Sassoscritto hanno posto per due. bene.


Ora, il problema dei ristoranti ( ma anche degli alberghi) con vista mare monti lago è che quasi mai tutti gli ospiti possono godere della migliore vista.

Quindi, e non solo se state telefonando al writtenstone, specificate , esigete, implorate, il tavolo sul terrazzo a picco sul mare tirreno.

IO non  l ho fatto.

Arriviamo mezzora in anticipo sulla prenotazione ma il brusio di ruminanti umani , ripartiti in tre aree:

- recinto annesso al ristorante separato dall'aurelia popolata di gas e veloci automoto da un fragile separè
- sala vera e propria
- terrazza open air sul mare, vista bellissima

il brusio, si diceva, invita ad affrettarsi.

ci si presenta contemporaneamente ad un quartetto cetra di altri clienti. L'ansia da dacci il tavolo dacci da magnà sale. I nomi associati alle prenotazioni vengono comunicati ad un cameriere ( sembra Salvatore de 'Il nome della Rosa') con la stessa trepidazione con cui Tom Cruise pronuncia 'FIDELIO' in Eyes wide shut.
Salvatore scompare sconsolato.
Ci si guarda intorno.
Dopo un po' dalla sala arrivano urla stile mutua o ufficio delle pratiche disperate. I cognomi  a 115 dB rimbalzano nei timpani dei commensali ed arrivano a noi


KACCIUKKINI!!! KACCIUKKINI!!!!

ora, non si pretende il maitre discreto, ma insomma, a  qualcuno un tal vociare potrebbe essere di disturbo.

Salvatore ci conduce in un tavolino centro sala.
'ma a ...un ci sarebbe un tavolo sul terrazzo?'

domande che suscitano tenerezza.

( ad onore del vero  e  a disonore di uno stronzo di cameriere cuoco, va anche detto che successivamente una seconda coppia, impuntata sul VOGLIAMO IL TAVOLO FUORI, è riuscita comunque ad averlo)

Salvatore, amabile, ci consiglia di specificare la richiesta all'atto della prossima prenotazione , che sicuramente effettuerò per festeggiare lo sbarco dell'uomo su Nettuno).

Ma bando ai tavoli, al mare, ai camerieri. Si viene al ristorante anche per mangiare senza dover lavare i piatti. eccovci al menù ( che vi predispone i succhi gastrici ricordando la stupenda vista mare del sassoscritto).

Un veloce cameriere ottuagenario dalla voce sibilante ci porta:

- spaghetto alla corsara ( mare)
- insalata di mare con due tristissimi crostini a guarnire
- mezzo litro bianco
- una bottle d'acqua


spaghetto: se non fosse crudino avrebbe il voto 6 - -, senza infamia senza lode

insalata di mare: lasciamo perdere


a favore del ristorante sassoscritto va detto che fornisce un'occasione su come gestire le delusioni all'interno della coppia senza sbranarsi, apre la luce sulle molteplici possibilità alternative che a volte, seduti ostaggio di un posto di merda, sembriamo aver perso. ritorna il sibilante biancone con il menù.
chiediamo invece il conto ( 30 euro.....)

nessuno ci chiede come era il cibo o il servizio, e si fugge via che ancora sul mare lontano c'è uno sprazzo di sole.
nuove cene verranno, salvo morte notturna per intoxicazione







permalink | inviato da kacciukkino il 30/7/2007 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
25 giugno 2007
Recensione del gusto, del palato e degli affetti




La Fornace - Loc.Sammontana - Montelupo Fiorentino



Classico casale della campagna toscana, accessibile tramite strada sterrata costeggiata da vigne, ben ristrutturato. Si pranza sia all'interno, in sale dalle volte in pietra sabbiata e dal pavimento in legno, ambientazione minimalista, che all'esterno, dove il tocco del legno è sempre marcato.

Si gusta una cucina che per evidenziarsi in creatività rinuncia all'essenzialità dei sapori. Tradotto: alcune cose sono troppo elaborate e meno digeribili. Forse più facili da gestire a livello dell'ingegneria della cucina.

Servizio gentile ma trascurato. Potete anche aspettare nel deserto ingresso per 8 minuti, addentrarvi nelle cucine liberamente ,  e segnalare a un indispettito cuochino che avete fame e nessuno vi sta considerando.

Cantina con alcuni buoni vini, seppur piuttosto limitata nella scelta.

Prezzo elevato rispetto all'offerta complessiva .


Il locale e l'ambiente hanno per me una valenza non solo enogastronomica. Evocano un aperitivo mancato con tanta allegria, curiosità e piacevole sorpresa, impantanamenti notturni di una vecchia automobile carica di passione , cene distanti da rumori e preoccupazioni. Qui non arriva il rumore di motori e neppure quello di tante altre entità materiali e psichiche.



Arrivano anche gli appuntamenti per i confronti, riallineamenti , ripartenze.....


Spesso questi istanti rappresentano per le emozioni e i sentimenti quello che una terapia di riabilitazione è per qualche osso ammaccato. Si rischiano dolori, ricadute, arresti improvvisi, sia per eccesso di ansia da ripartenza che - all'opposto - per timore di nuovi incidenti.

Serve la massima attenzione, e forse anche qualche antidolorifico. Non so se sia un bene o un male, forse si dovrebbe prilivegiare sempre e comunque la concentrazione, anche  a rischio del dolore.

In ogni caso, sia come sia, è capitato un vino in tavola.
E allora, per ottundere un poco le ansie, consiglio il mix di uve fermentate racchiuso in vetro ed etichettato La Segreta, della fattoria La Planeta.

Da questa casa anni fa uscì a un prezzo che oggi sarebbe ridicolo ( 30.000 Lire) il miglior bianco italiano dell'anno, almeno per molti. Uno Chardonnay comunque pericoloso, forte e di carattere come si conviene ai sapori e alle emozioni siciliane.


La Segreta è un prodotto meno nobile, più di marketing. In ognicaso non male per dimenticare come si può storpiare un polpo con patate nel tentativo di  imparentarlo con una terrina di fois gras, e sicuramente superbo per poter sfiorare una mano, un volto e forse anche qualcosa di immateriale , rimandando all'indomani spiegazioni che a volte aiutano, a volte no.









permalink | inviato da kacciukkino il 25/6/2007 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 maggio 2007
CULTURA
wabi sabi


venerdì scorso, per festeggiare il mio ventiduesimovirgolacinque compleanno, sono stato invitato a sorpresa al wabisabi di firenze, jappo restaurant molto carino.

cosa rara per un japrest, sono uscito bello pieno

ottima qualità e porzioni non microscopiche

solo due errori strategici:

un antipasto dove un tonno gustosissimo era affogato in una salsa gelatinosbavinosa ( che ha reso viscide le bacchette, già difficoltasamente utilizzate quando ben pultie)

un meraviglioso e abbondante tempura udon, ad una temperatura di circa 439 °C

w la jap cuisine!










permalink | inviato da il 28/5/2007 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
17 marzo 2006
locanda on the road


tornando stanco da roma e sperduto nella oscura maremma ho avuto improvvisa necessità di cenare.

lungo l'aurelia si trovano alcuni di questi ritoranti che per arrivare alla porta devi sorvolare 23 TIR parcheggiati sul piazzale, indice di sicuro buon rapporto Q/P

salta un ristorante, saltane due, esci incautamente allo svincolo per un tour da thrilling in un villaggio stile bodega bay, ritorna sull'aurelia..

alla fine approdo alla LOCANDA di ANSEDONIA

da fuori e dalla strada non prometteva nulla di buono, ma oramai era scritto che il prossimo ristorante mi avrebbe sfamato.

occhieggio da una porta e vedo una locale deserto, senza tavolini.

cling

entro

si affaccia una signora.

' si può pappare?'

'certo!'

ed ecco che mi avvio per un interno ottimamente ristrutturato ( stile country maremma ) , un caldoi camino acceso ed una sala con linde tovaglie e candele. solo una coppia di mezza età che cinguetta per i cazzi suoi nell'angolo lontano.


un cameriere in perfetta tenuta, cicciottello ed assiduo, fornisce acqua e vino da un cantina ben fornita. Sa cogliere anche i segnali deboli del cliente.

uno chef con alcune fantasie si dice pronto a preparare espressamente tutte le pietanze del menù. in genere in posti poco frequentati la cosa mi preoccupa, ma alla fine quanto ordinato si rivela di qualità buona ed in alcuni casi ottima


- soufflè di formaggio con lardo di colonnata ( 6 1/2)

- tagliatellone casalinghe ai porcini freschi ( 9)

- carrè di agnello al sesamo con patate e salsa di marroni ( 8+)

- bomba termonucleare al cioccolato ( 11)

- vino : morellino di scansano di cantina a me sconosciuta e - per consueto effetto del vino stesso - vaporizzata nei fumi alcolici. cmq abbastanza bono








permalink | inviato da il 17/3/2006 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
26 settembre 2005
il degustatore torna sul luogo dell'assaggio
e precisamente in maremma


un annetto fa sono stato in questo posticino ( son tanto sonato dallalzaimer che nemmeno ricordavo d'averci già fatto una blog recensione)

in ogni caso, rieccoci all'acqua e il fuoco di gavorrano ( gr )

riprendo i maltagliati di pasta di pane con pesto di pinoli, pomodorini, gamberetti e calamaretti , sempre boni come quelli dell'anno scorso

per antipasto avevo preso  totanini ripieni alla bietola  ( calda) in salasa di scalognoe accompagnati da cannellini -  very good

secondi

moolto buono il baccalà ( in bianco) con ceci, crema di scalogno e cipollotto

semplice ma gradevole lo spiedino di gameri e coda di pescatrice


solito ( last year ) bombino di ciocco caldo, con gelato a parte

vino : mhmhm  non avevano quello richiesto e ho ripiegato su un GRECO ( non campano , bensì del molise...insomma...)


nel complesso

qualità, pressochè invariata

servizio: gentile ma non attentissimo e tempi di attesa un po' troppo lunghi

prezzo??

eccoci qua! in barba a quelli che dicano che l'infalzione è bassa, ho speso almeno il 20% in più

w l'euro

w la pappa



permalink | inviato da il 26/9/2005 alle 16:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
15 luglio 2005
il nettare degli dei
questa (infra) settimana kacciuk-papp-tester ha sondato per voi , ma soprattutto per lui, un ristorante , o enoteca, o locanda...insomma, un sito dotato di tante bottiglie, un po' di tavoli e di passione ubicato nel centro storico di castagneto carducci ( provincia di LIVORNO).

in un paesello grazioso soffocato da turisti ( e relative auto) nordici rapidamente abbrustoliti dal sole mediterraneo a proma vista emergono pizzerie e ristorantini italici tipici, sovraffollati e rumorosi.

su di una salitina stretta e ripida , calpestando pietra pluricentenaria, vi allontanate dal rumore e potete apporssimarvi ad un ingresso discreto

nel mio caso, siccome morivo di fame e mi scappava la pipì, essendovi già stato non ho indugiato sull'uscio, dove comunque figura un menù e staziona ( mi pare) un tavolinetto.

anyway

entrando ci si trova nella tipica frescura delle antiche architetture toscane, soffitti a volta, mattoncini a vista, scale in pietra.
pochi tavoli, 24 sedie o giù di lì, pareti tappezzate da tante bottiglie, credenze in legno , porticine e ringhiere: il tutto contribusice ad un equilibrio ricco ma non sovraccarico.

ovviamente, il locale era deserto (l'ìovvio' si rinforza una volta esaminato il conto, che però - è da affermare subito - risulta sicuramente in linea con la qualità dell'esperienza e i ogni caso non si discosta poi troppo da prezzi praticati dal risttorante medio dove sai già cosa e come mangi &bevi prima di entrare).


nel mio solitario caso la quiete del locale è stata apprezzata.

l'oste ( il proprietario, il sommelier, l'anfitrione...) ha immediatamente spedito la discreta chef ( nonchè moglie credo?) in cucina.
di solito è accesa una candela ed è offerto un bicchiere di bianco con bollicine di qualità.

da notare:

anche in presenza di avventori distratti e magari poco etilicamente attenti, il proprietario apre e vaglia olfattivamente anche la bottiglia del brut con estrema cura, non per ostentare conoscenze ma -non visto - credo per attenzione professionale e magari per curiosa attenzione al mondo di bacco.


'qui si fa solo pesce' vi verrà detto

tra il detto e il non detto emerge comunque , anche con un pizzico di mix vanto & snobismo, l'attenzione per una cucina di qualità e distinta dai valori medi dello spaghetto mare e dell'oratina di allevaemento

la cosa si afferma ( e benino) con una serie di antipastini di pesce - alcuni dei quali in crudo - tra cui

tartara di tonno al pesto rosso

scampi e gamberi rosa ( o quando ci sono mazzancolle)

ali di razza calde alla salvia

involtini di baccalà ( ops.. merluzzo) marinato

la scelta dei primi non è male

personalmente mi dirigo sul secondo, tra cui son da evidenziare

il tonno alla pantesca ( si tratta di tonno rosso locale, cucinato con una rivisitazione della originale sicula ricetta)

cartoccio di crostacei al profumo di limone (scamponi belli grossi dal buon profumo di mare)



per dolci

un classico tortino al ciocco caldo fatto al momento

oppure bavarese alla pesca, più estivo


caffè, con tre tipi di sugar


e i vini?

un mondo a parte, con ampia scelta ( anche e sorprendemente tra i rossi, difficilmente abbinabili con il menù corrente - se non per esempio con il polpo briao - ) e con comprensibili focalizzazioni su produzioni locali ( bolgheri, val di cornia)

attenzione al bacco estero, ovviamente con francia in prima fila ( ma si deve essere profondi conoscitori della champagne e dello champagne, e io son troppo povero per esprimere commenti di valore) e con spirtio di ricerca . Esempio: per il dolce oltre al ' solito ' passito di prim'ordine si trova anche un delicatissimo per l'appunto nettare austriaco (9,5 °) e - particolarità - ICE WINE, il vino ghiacciato, questo proveniente dal canada


e l'olio?

BONO, e in più tipi, davvero extravergine prima spremitura, ottimo sul panino caldo che vi viene discretamente consegnato at the table


e il conto?

eh....

insomma

gnam



permalink | inviato da il 15/7/2005 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
11 luglio 2005
note da un degustatore
questo week end kacciuk food&wine tester ha provato per voi ( ma sopratutto per me)

"Il Sottomarino" 
Via Marconi, 18 tel. 056640772
Follonica



Antipasto
Tortino di melanzane con gamberetti
in abbinamento a Ribolla Gialla


Tartara di tonno


soppressata di polpo alle erbette


Primi piatti
Ravioli fatti a mano con ripieno di spigola alla "Filippo"


Gnocchetti con del pesce che ummirocordo più perchè il ribolla gialla stava già facendo effetto

orecchiette alle vongole

Primi piatti


spigola very fresh al forno con patate



Dolce
Sinfonia di dolci della casa




sorbetto al limone

e.......

4STELLE


un soufflè al cioccolato expressamente fatto expresso dallo chef philippo


offerta di limoncelli, finocchietto ( malgrado il nome inquietante è molto digestivo e liquore alla banana e al  cioccolato)

coffee


spesa sotto i 40 euro

servizio ottimo e amichevole


gnam




permalink | inviato da il 11/7/2005 alle 15:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
11 aprile 2005
recensioni culinarie - cucina rinascimentale
Questa settimana Kacciuk ghiottotester ha provato per voi, ma soprattutto per sè, il seguente locale situato a MONTOPOLI val D'Arno

Trattoria dell' “Orcio Interrato”

Piazza Michele 2  - 56020 Montopoli Valdarno (PI)

Chef : Fulvia Piccioni - chiusura settimanale: lunedì a pranzo carte di credito: tutte - coperti: 70 + 65 esterni

cantina: 500 etichette, nazionali ed estere - saletta non fumatori

Tel. 0571.466940 - fax 0571.466879

www.quattrogigli.it - e.mail: info@quattrogigli.it




in pratica ci addentriamo dentro alcuni cunicoli partendo dalla hall di un albergo
(ma chi mai penserebbe che ne serva uno a montopoi?!)
si scendono scale di pietra , si svoltano corridoi
comprendete subito che non sarà possibile fuggire senza pagare
si arriva a una sala a volta, con piccoli pertugi, pareti  in mattoncino cotto
non si percepisce comunque claustrofobia, solo il senso di una potenziale inculata,
suggerito dalle tavole amabilmente e piacevolmente predisposte

prosecchino e bruschetta liquida in coppetta calda ( si a leggerlo fa cacare, ma non è malaccio) sono il benvenuto della casa

a  lato, buon pane toscano in un tegame di alluminio garbatamente protetto da un tovagliolino

il menù comprende alcuni piatti , sia di terra che di mare, ripresi dalla vecchia tradizione toscana ( alcuni si dice risalenti al medioevo...)
in ogni caso

per antipasto una zuppetta calda di cozze e vongole con polentina di ceci ( tipo UFO parcheggiato sul fondo della scodella, not tooo bad)

vinello bianco della casa abbastnaza buono

primo : gnocchetti alla coda di rospo, davvero boni ( e tanti)

virata decisa sul secondo

LONZINO di maiale

cinghiale del conte (servito in coccio, sotto forma di spezzatino con cipolle e pere)

patate a arrosto (3, intere)

vino rosso della casa, classico sangiovesino toscano  (avrei voluto provare qualcosa di più corposo ma... e c avevo da guidà)

dolcino: tortino alle pere con salsa calda

coffee

conto non troppo axtronomico

______


vediamo vesti vi cosa scrivano

Trattoria Orcio interrato
 

Fotoservizio di Gianni Angelini

Nella Toscana dei buoni sapori si distingue un locale nel centro storico di Monopoli Valdarno, la trattoria “Dell'Orcio Interrato”, in piazza Michele da Montopoli 2, un punto di riferimento per i gourmet della zona e di tutti quelli che apprezzano la buona cucina abbinata alla calorosa accoglienza toscana. Gestito in maniera impeccabile da Fulvia e Luigi, lei Chef in cucina e “figlia d'arte”, la famiglia Puccioni è da decenni nella ristorazione e gestisce anche l'albergo “Quattro Gigli”, Luigi si dedica alla cantina/enoteca, dotata di tutti i grandi nomi toscani, e andando alla ricerca di etichette anche poco conosciute al grande pubblico, ma meritevoli di essere proposte, oltre a dirigere con competenza il servizio in sala. Il locale ristorante si compone di varie sale e salette, ricavato in parte negli antichi magazzini del quattrocentesco palazzo già sede della Podesteria (nel periodo estivo si mangia in una terrazza panoramica di grande fascino che si affaccia sul giardinetto con aranci e sulla piscina) e offre, in un'ambientazione suggestiva, piatti a base di carne e di pesce alla carta oppure, su prenotazione, un menu etrusco o rinascimentale. Si può iniziare con il classico antipasto misto “Toscana”, a base di crostini e salumi, tra cui capicollo e prosciutto di cinta senese, oppure delicati scampi al vapore con ceci e lardo di Colonnata, nei primi, di propria produzione imperdibili i pici con calamaretti alla pisana e i lagani neri con carbonara di mare, nei piatti di mare, in quelli di terra lasagne fatte in casa al cavolfiore e maccheroncini su maialino di cinta senese. Nei secondi, stagionalmente, si possono trovare costolette d'agnello, miele, mentuccia e sformato di parmigiano, anatra alla frutta in sembianze di maiolica, faraona disossata alle prugne, branzino acconciato con cipolle e salsa piccante, orata con mantello di porri bianchi e astice arreso alla catalana. Su prenotazione, piatti a base di tartufo bianco di Montopoli e San Miniato. Ottima scelta anche nei formaggi e nei dolci, questi ultimi prodotti in proprio. Fulvia in cucina è coadiuvata da Filippo Fanella e Ibrahima Seck, mentre Luigi ci stupisce con una selezione di vini da dessert e distillati di grande qualità.

 




praticamente mi son perso i pici, cazzo, bisogna ci ritorni





permalink | inviato da il 11/4/2005 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte