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kacciukkino

  

11 marzo 2008
letteratura
l'angolo di gielle - Ida Magli, La Madonna
 

Ida Magli, La Madonna, Rizzoli, 1987

Sono passati poco più di vent’anni dall’uscita di questo saggio della più importante antropologa culturale italiana e le sue pagine conservano immutato sia il loro valore di studio sia l’interesse che suscitano anche nel lettore non specialista.

Magli, in circa 170 pagine, presenta un corposo studio sulla figura della Madonna; uno studio antropologico, ovviamente, in cui qualsiasi considerazione di ordine teologico o di fede rimane – non potrebbe essere altrimenti – fuori dalla porta.

Sia detto subito: in alcune ipotesi della Magli si respira un’aria ormai troppo viziata, una sorta di femminismo un po’ troppo invecchiato che rende l’intero impianto del saggio assai meno interessante di quanto invece non lo sia in realtà. Al di là di questo, però, le tematiche presentate da Ida Magli destano interesse e curiosità intellettuale fin dalle prime pagine.

L’opera è divisa in otto capitoli, brevi ma corposi. La tesi di fondo che attraversa tutto il volume è quella che il Dio degli ebrei è un Dio maschio e che l’unico rapporto sessuale riconosciuto come autentico nella cultura ebraica è quello dell’uomo con l’uomo. Israele, gli ebrei, si considerano la sposa di Dio ed ecco perché Dio è maschio. Afferma la Magli che “scopo di Gesù era il concludere la cultura ebraica […] è stato proprio questo tentativo a non essere compreso e attuato”.

A questa prima tesi di fondo se ne affianca un’altra: nel cristianesimo si assiste a due forme di trasposizione di concetti ebraici, dal concreto al simbolico e dal simbolico al concreto. Ad esempio, il sacrificio della vittima è assunto a livello simbolico con la Messa, visto che a livello esso è già avvenuto con l’uccisione di Gesù; i concreti atti di purificazione posti in essere dagli ebrei con l’acqua vengono riassunti simbolicamente con il Battesimo. Dal punto di vista sessuale tutto ciò avviene in misura macroscopica: l’offerta del prepuzio, tipica degli ebrei, viene trasposta nel cristianesimo con la rinuncia totale al sesso, la castità.

Nelle pagine seguenti Magli presenta la vita di Maria di Nazaret e come lo stesso Gesù si presenti come dirompente anche nei rapporti familiari e nei rapporti con le donne, in primis sua madre Maria. È comunque il capitolo quarto a rappresentare il nocciolo del testo, laddove si parla della costruzione culturale della Madonna. Con questo, infatti, si cancella la Maria di Nazaret come presentata dai Vangeli e si costruisce una nuova figura, mitizzata, la Maria madre di Dio. Un’immagine alla quale si ricollega quella del corpo perfetto, del corpo virginale, del parto senza doglie e senza puerperio, dell’immacolata concezione e dell’assunzione in cielo. Maria di Nazaret, allora, diviene un’immagine e non più una donna; un’immagine che risponde, afferma Magli, a canoni squisitamente maschili. E a rafforzare questa sua tesi l’antropologa porta le opinioni di santi e teologi che hanno identificato la Madonna come la donna ideale.

Gli ultimi due capitoli sono dedicati rispettivamente alle apparizioni della Madonna e alle sue rappresentazioni artistiche. Anche queste pagine scendono in profondità e obbligano il lettore ad una serie di riflessioni dal peso specifico assai rilevante.

Comunque la si pensi, questo libro merita di esser letto: guai quando la fede ottenebra la ragione e viceversa.

7 marzo 2008


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11 gennaio 2008
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È il momento giusto per scoprire quello che ti è stato tenuto nascosto, per strappare ogni maschera e per arrivare alla verità sepolta sotto la propaganda ufficiale. Probabilmente ti attirerai la buona sorte anche andando in cerca di tesori nascosti, di chiavi perdute o di collegamenti mancanti. Per raggiungere questo obiettivo nobile, anche se furtivo, tieni a mente il consiglio dell'inventore George Washington Carver: "Se l'ami abbastanza, qualsiasi cosa ti rivelerà i suoi segreti".




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10 gennaio 2008
pensieri in libera AssociazioneAssonanza

 

case


affitti


affetti


affretta


futuro


migliore


mare


sapore

 di 

  
   te


te

 

 

sale

sola

insieme

casa

case

amori

universi




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3 gennaio 2008
spunti di ieri
 



- il cuore non è solo un muscolo ( anche se i medici affermano che sia solo una pompa)


- i pensieri che che contano sono quelli che arrivano dal corpo


- sincronizzare braccio destro gamba sinistra / braccio sinistro gamba destra


- non lasciare dietro debiti

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19 dicembre 2007
dinner watch

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Cene ed orologi inevitabile confronto

Ricorrenze da celebrare oggi

Incontrando nel presente il tuo passato

Sempre con te vorrei il mio

Tempo, tuo, nostro

Istanti reali

Non importa con cosa misurati, echi passati di me,  so solo che

Adesso desidero essere con te










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18 dicembre 2007
spunti di oggi
 



(in determinate circostanze) la passività è una forma di potere (ma non rende felici)

maggiore la necessità di affetto ed amore, maggiore la difficoltà ad accoglierli quando qualcuno si avvicina per donarlo

l'amore può essere anche un carburante per alimentare sogni ed idee che - di fatto - allontanano dalla realizzazione dell'amore




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18 dicembre 2007
spunti dell'altra volta
 


mimetizzarsi è una forma di difesa



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17 dicembre 2007
centrifugato


 


C
entrifugato eccomi qui
Ripulito da tante illusioni adesso
Immobile ad asciugare in un nuovo
Sole
Tu, sempre, ma sgombro da nuvole
Illuminante
Nel cielo solo dovrebbe esserci adesso
A
more


























-




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11 dicembre 2007
grobag affettivo
 







Ho scoperto che quello che Dosi chiama groberg è in realtà il Grobag sacco nanna bimbo. Dosi ha 2 anni e mezzo, e - ora che scrivo ci ripenso, non ho assistito al suo parto solo per timidezza e timori vari. Con eventi concatenati i cui effetti , come tutto in questa infinita successione di azionipensieritempospazio, ancora oggi sperimento.

Comunque sia,
quando la mamma di Dosi, Eve, la prepara per la nanna insieme alla sorellina, infila questo batuffolo di bimba nel mini baby sacco grobag. Lei se ne va a letto contenta e felice. Nel grobag sta calda, e penso che senta dentro il sacco anche l'amore della mamma. Una sera mi ha chiesto se anche io avessi un grobag, e quando ho detto no mi ha guardato con una luce di amichevole, affettuosa compassione. E' incredibile quello che gli occhi di un bambino possono dire ad un adulto.

Mentre Dosi continua a dormire nel suo grobag, la mancanza di un mio grobag personale mi ha fatto pensare.
Ma ho visto che si può autogenerare la parte immateriale di grobag, quella che contiene l'affetto, il volersi bene ed il voler bene, l'amore per chi ami. per lei.

DI piumini e piumotti ce ne sono molti e tengono caldi. Ma senza la parte immateriale, alla fine non ci si dorme troppo bene. Ci si rigira nel sonno, troppocaldotroppofreddo, i sogni e le sensazioni che nel giorno la mente non ha saputo o potuto illuminare e amalgamare con il cuore affiorano incontrollati.

Il grobag affettivo nasce quando si trova in sè un po' di calma, di quiete e di chiarezza. Se quanto si sente dentro di noi ha buone basi, il GA cresce e ci avvolge. Può avere toni di colore che variano dal rosso passione al blu della quiete, all'arancione che rigenera.
La cosa fantastica è che se l'energia è buona, può allargare il tuo grobag a chi ti sta accanto. Senti che malgrado inquietudini, sensazioni che dal passato ogni tanto riaffiorano come onde di un maremoto non ancora del tutto sopito, incertezze e paure per il futuro, il tuo grobag affettivo c’è ,in questo preciso istante , nel qui e nell’adesso, vibra stabile, a volte debole e a volte più forte, ma c’è e soprattutto è in grado di espandersi e abbracciare lei.

Il grobag affettivo segue la legge di affinità, e se trova un altro grobag vicino ( questa cosa il grobag americano fisico non la fa) si unisce.
La cosa fantastica è che il GA, quando funziona, ti segue anche dopo che hai lasciato il piumotto a letto. E , malgrado la distanza fisica, chi condivide un GA ne sente l’effetto anche quando non si è vicini.




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7 dicembre 2007
notizie dall'oroscopo
 

-B-

Stai arrivando al culmine della stagione delle tensioni fertili e delle discussioni produttive (sempre che tu non l’abbia lasciata trasformarsi nella stagione delle dispute infruttuose e dei silenzi imbarazzati). Mentre ti prepari a raccogliere i frutti di tutte le opportunità che hai avuto, ti offro tre consigli del moralista francese Joseph Joubert.

1) Non tagliare mai quello che puoi sciogliere.

2) È meglio discutere una questione senza risolverla che risolvere una questione senza discuterla.

3) Lo scopo di una discussione o di un dibattito non è la vittoria, ma il progresso.




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